Vittorio Nocenzi

Oggi sono veramente felice di esser qui con voi, perché l’occasione di veder nascere un comitato giovanile dell’Unesco in italia mi fa sperare, nonostante la non più ingenua età, che possa rappresentare la nascita di un forte cambiamento di sensibilità della nazione verso i nostri beni culturali. Perchè vedete, io credo profondamente che il bello è anche buono, che estetica si coniuga con etica, anche se sembra solo un’assonanza linguistica: il bello è anche buono, ne sono convinto, perché il bello ci avvicina sempre a dio. E’ per questo che in tutte le società umane agli artisti è consentito di essere un po’ diversi, certamente perché li si considera degli sciamani che con le loro visioni interiori possono guardare il divino, esserne a volte il tramite, in poche parole la dimensione metafisica dell’arte va al di là del concreto pragmatismo che spesso rende miopi se non ciechi gli uomini. nonostante mi sembra di poter sentire voci dire:- sono altre le priorità….le urgenze…- voglio gridare invece, che la cultura oggi è una urgenza come niente altro!
e allora ecco che bisogna far diventare realta’ l’aspettativa di milioni di italiani: cioe’ che i nostri beni culturali diventino il nostro petrolio, ricchezza per il futuro della nostra nazione e lavoro per i nostri figli..
un patrimonio che possa cambiare il ruolo stesso del sistema italia nel mondo, che possa cambiare i rapporti con i suoi interlocutori internazionali: noi non siamo passato, dobbiamo diventare futuro per il mondo rilanciando la grande tradizione del nostro passato ma con criteri ispirati alla contemporaneita’.
ed e’ quello che noi, la mia generazione, non siamo stati capaci di fare»

nonostante la stupidità, l’estetica può essere salvezza e consolazione. nonostante l’odio, la bellezza e’ buona. nonostante la brevità della vita, noi sognamo l’infinito. nonostante il duro assedio del giorno, i sogni scaldano ancora il tempo.